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La neve è sempre la neve

2 Mar
Neve di febbraio a Cà Fornaci.

Neve di febbraio a Cà Fornaci.

24 Feb

c’è sempre il grande giullare di corte a cui rivolgersi…

ilNichilista

Il feticismo del voto in un paese che fino a ieri assegnava percentuali a una cifra alla fiducia nelle istituzioni è un paradosso che andrà approfondito da chi guarderà a quest’era politica e sociale da sufficientemente lontano per comprenderla davvero. Ma è affascinante quanto l’equazione voto-democrazia abbia attecchito perfino in un contesto dove a mostrarsi più di ogni altra cosa sono le rovine. Potrebbe essere un buono o un cattivo segno. Io propendo per la seconda ipotesi. Dire se non voti non ti puoi lamentare, se non voti lasci che gli altri decidano per te, se non voti non sei un cittadino a tutti gli effetti rivela infatti, credo, un’ipocrisia fondamentale, più che un attaccamento alle forme democratiche che conosciamo. Sta nell’idea che la partecipazione alla vita pubblica del paese si compendi e definisca nell’esercizio del proprio diritto di voto, che sia quello il gesto per eccellenza o, quantomeno, il…

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Il marocchino in galera per Yara? «Legalizziamo il lanciafiamme», «Io opterei per Mengele». (via ilNichilista)

6 Dic

Mi vergogno di essere veneto!!
E pensare che fino a 70 anni fa eravamo considerati mezz’uomini nei paesi dove immigravamo per fame, trattati al pari delle bestie, diventavamo il capro espiatorio in occasione di ogni efferato delitto.
La grande rimozione!!

Il marocchino in galera per Yara? «Legalizziamo il lanciafiamme», «Io opterei per Mengele». Non si fa in tempo a mettere in fila i costanti segnali di intolleranza provenienti dalla "Padania", e a chiedersi se sia la politica o il "popolo del Nord" a spingere sempre un po' più in là l'asticella, che la pagina Facebook dell'eurodeputato leghista Matteo Salvini suggerisce una possibile risposta: C'è anche chi se la prende contro le posizioni troppo morbide assunte dalla Lega: Spunta anche il padano-fascismo, la nostalgia del Ventennio in … Read More

via ilNichilista

Jesus 2.0 (via Ti mangerò viva)

6 Dic

Jesus 2.0 Gesù deve avere gli occhi azzurri, e lineamenti femminili. Un incantevole accento anglosassone. Gesù deve sapere almeno 5 lingue. Destreggiarsi con i titoli bancari. Fare il baciamano. Avere una nonna francese. Deve vestire alla moda. Oggi Gesù` deve fare miracoli globalizzati: imporre le mani a Milano e guarire dall’herpes uno a Bangkok. Deve essere fotogenico. Fare una lunga predica mantenendo alto lo share. Gesù` deve sponsorizzare la sua fede … Read More

via Ti mangerò viva

Di nuovo, considerate di nuovo

12 Gen

L’Italia è uno strano paese, addormentato, assopito, rimbambito, si risveglia bruscamente, davanti a fatti come quelli di Rosarno, come chi riceve una manganellata alle spalle !!!
Ringrazio Adriano Sofri per aver dato parola a sentimenti che da anni inquietano il mio spirito!!

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d’asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d’amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L’Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l’elemosina di un’attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all’ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra –“A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Nè bontà, roba da Caritas, nè
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.

Adriano Sofri

Stato di Diritto?

4 Gen

Viviamo in uno stato di diritto, come dovrebbe insegnare l’educazione civica, il quale ha nella divisione dei poteri uno dei suoi elementi costitutivi. Allo stesso tempo abbiamo un Governo e un parlamento, due degli organi detentori dei suddetti poteri, che insistono nel affermare che la magistratura, l’organo esecutivo del potere giudiziario, quando svolge la sua funzione separatrice, tentando di giudicare attraverso le procedure giudiziarie, persone che svolgono incarichi di primo piano, nell’ambito del potere esecutivo e legislativo, sta attuando contro la divisione stessa dei poteri in quanto è “politicizzata”, condizionata da chi attraverso il parlamento (potere legislativo) cerca di rappresentare la vox populi (Di Pietro). D’altra parte non si può negare che Governo e parlamento oggi in carica, non stiano condizionando con leggi e decreti il potere giudiziario, ad esempio con le norme sul processo breve, tentando di modificare le regole del gioco non a vantaggio dello stato di diritto, previsto dalla nostra costituzione, ma contro di esso in quanto finalizzate ad impedire lo svolgimento di procedimenti giudiziari, che riguardano membri dell’esecutivo, mi domando:
se, alla luce della nostra carta costituzionale, che prevede la separazione dei poteri, queste leggi sono incostituzionali, perché il presidente della repubblica non le rinvia al parlamento come tali?
Inoltre mi chiedo sul piano del diritto costituzionale quali siano i contrappesi, previsti dalla nostra costituzione per controbilanciare i poteri dello stato, in modo particolare tra il potere giudiziario e gli altri? Tecnicamente è possibile promulgare delle leggi in grado sostanzialmente di annullarne la divisione?

Comunicato stampa Comunità delle Piagge

29 Ott

Firenze, 28 ottobre – «Scandalo e indignazione» per l’allontanamento di Alessandro Santoro, prete alle Piagge, deciso lunedì scorso dal vescovo Giuseppe Betori. E’ il sentimento espresso dalla Comunità di base delle Piagge riunita in assemblea ieri sera al centro sociale Il Pozzo nella periferia ovest di Firenze. L’incontro era stato organizzato per conoscere la decisione presa nei confronti di Santoro, anticipata invece dalla curia alla stampa prima ancora che lo stesso sacerdote potesse comunicarla alla sua gente.

L’assemblea ha prodotto un documento in cui si afferma: «In quanto parte della comunità cristiana non ci sentiamo né “sconcertati” né “confusi”, come dichiarato da Betori in merito alla celebrazione del sacramento del matrimonio di Sandra e Fortunato. Eravamo invece partecipi della scelta presa. Siamo, al contrario, estremamente “sconcertati”, “confusi”, oltreché scandalizzati, che la decisione di allontanare Alessandro dalle Piagge sia arrivata senza che il vescovo, ad un anno dalla nomina a Firenze, abbia sentito la necessità di incontrare e conoscere da vicino la nostra realtà.»

«Il vescovo ha inoltre affermato che il matrimonio tra Sandra è Fortunato “genera inganno” nei loro riguardi. Vorremmo chiarire invece – dice il documento – che i due sposi erano pienamente consapevoli che il matrimonio sarebbe stato purtroppo invalidato dalla Chiesa. E anche noi lo eravamo. Nonostante questa consapevolezza è stato comunque deciso di celebrarlo.»

«Vogliamo dire altrettanto chiaramente a tutte e a tutti, anche al vescovo, che il nostro lavoro sul territorio, condiviso e costruito quotidianamente con gli abitanti del quartiere, e non solo, va avanti» – continua la nota. «E’ per noi inconcepibile fermare anche solo per un’ora quel laboratorio di innovazione sociale, quel mosaico di attività che ogni giorno si ricrea lungo la via Pistoiese: dal doposcuola per i bambini alla scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; dal recupero e riciclaggio dei rifiuti all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; dal commercio equo e solidale al fondo di microcredito; dal giornale l’Altracittà alla casa editrice Edizioni Piagge. Quel luogo di aggregazione e di sostegno rappresentato dal centro sociale Il Pozzo è la spina dorsale della Comunità e non sarà piegato da nessuna volontà esterna».

«Ci chiediamo quindi – continua il documento – perché queste attività debbano essere colpite, invocando il diritto canonico, sollevando Alessandro anche dagli incarichi sociali rivestiti all’interno dell’associazione Il Muretto e delle cooperative Il Cerro e Il Pozzo».

«Vorremmo che da oggi, ancor più che nel passato – conclude la Comunità delle Piagge – tutto il nostro impegno possa diventare sempre più patrimonio condiviso e partecipato di chi vive la città di Firenze, di coloro che credono in una Chiesa capace di sporcarsi le mani con gli ultimi, di tutti quelli che difendono la dignità umana.»