Stato di Diritto?
gennaio 4, 2010 at 12:37 am Lascia un commento
Viviamo in uno stato di diritto, come dovrebbe insegnare l’educazione civica, il quale ha nella divisione dei poteri uno dei suoi elementi costitutivi. Allo stesso tempo abbiamo un Governo e un parlamento, due degli organi detentori dei suddetti poteri, che insistono nel affermare che la magistratura, l’organo esecutivo del potere giudiziario, quando svolge la sua funzione separatrice, tentando di giudicare attraverso le procedure giudiziarie, persone che svolgono incarichi di primo piano, nell’ambito del potere esecutivo e legislativo, sta attuando contro la divisione stessa dei poteri in quanto è “politicizzata”, condizionata da chi attraverso il parlamento (potere legislativo) cerca di rappresentare la vox populi (Di Pietro). D’altra parte non si può negare che Governo e parlamento oggi in carica, non stiano condizionando con leggi e decreti il potere giudiziario, ad esempio con le norme sul processo breve, tentando di modificare le regole del gioco non a vantaggio dello stato di diritto, previsto dalla nostra costituzione, ma contro di esso in quanto finalizzate ad impedire lo svolgimento di procedimenti giudiziari, che riguardano membri dell’esecutivo, mi domando:
se, alla luce della nostra carta costituzionale, che prevede la separazione dei poteri, queste leggi sono incostituzionali, perché il presidente della repubblica non le rinvia al parlamento come tali?
Inoltre mi chiedo sul piano del diritto costituzionale quali siano i contrappesi, previsti dalla nostra costituzione per controbilanciare i poteri dello stato, in modo particolare tra il potere giudiziario e gli altri? Tecnicamente è possibile promulgare delle leggi in grado sostanzialmente di annullarne la divisione?
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